2019






Grasses and Pastures:
Imagining a Regenerative Economy of Cheese


Theme | Workshop | Fellows


The Nature, Art & Habitat Workshop in the Taleggio Valley near Bergamo, Italy, is part of a summer program that aims to unfold and display a sensitive culture that responds to nature’s needs and uses nature’s insights as a source of inspiration and as measure of impacts on available resources. The ultimate goal of NAHW is to uncover intimate links between all living organisms in order to support more resilient development where humans and nature can successfully coexist.

Nature finds itself under an unprecedented assault that demands urgent reconsideration in order to address the legacy of humans’ destructive impacts. The linear productiveand consumptive processes implemented by humans impose multiple, complex stresses on ecological cycles in both direct and indirect ways. 

NAHW looks at how multiple disciplines coming together can start to address, design, implement and respond to cyclical and seasonal economy. With the Taleggio Valley as case study, one is clearly aware of its largest assets: its biodiversity; its people; and the way the blending of these assets over centuries has generated a rich culture of cheese production - two of the most famous being Taleggio and Strachitunt.

Val Taleggio is an example of how, over the centuries, the communion of elements such as its biodiversity (nature) and its people (culture), are able to generate a rich tradition of producing local goods subsistence economies, dairy production, landscape, building heritage, etc.) in respect to the territory. The Bergamen is a central figure of the agricultural and dairy tradition, which has bequeathed knowledge, techniques and a real nomadic lifestyle, enriched by great ingenuity and creativity, dictated by necessity and a spirit of adaptation. Take, for example, stracchino, a cheese designed for domestic consumption rather than commercial, square in shape as it is more practical to transport on the mule or wagon, achieved by going to or returning from the pasture when the cow is tired from traveling but which in any case must be milked twice a day and its precious milk cannot be wasted for any reason. Once seasoned, this gives us the stracchini, or i taleggi, which have made this territory and many of its companies famous beyond national borders.

Specifically, the 'production chains' of the most famous cheeses of the valley - Talggio and Strachitunt - have their own origin
in the high pastures, where the grass,
healthy and vigorous, it is the main source of food for cows.

There production of local cheeses, far beyond local consumption, went on early
to intertwine with territorial marketing, over time reaching international scale. In fact, the main Italian companies of cheeses originated from the Bergamine families of Val Taleggio and Valsassina.

The whole dairy production cycle, understood in a holistic way, starting from
elements of local biodiversity -
soil, herbs and bacteria for fermentation, the water sources, the pure air - has found a favorable combination of conditions in Val Taleggio: Natural, socio-cultural and economic. The consolidated practice of
transhumance, i.e. the seasonal movement of livestock from high summer pastures
to the winter shelters in the plains, has gradually led to the construction in the territory of vernacular buildings, with the traditional roofs in piode - local shale - used by breeders and cows as shelters and places for the processing and aging of cheeses.

The workshop provides, in addition to
presentations and round-table discussions, visits to localities in the surroundings: High- and low-altitude pastures, with morphological and ecosystemic features, such as wooded areas and mountain pastures, peculiar to the landscape system of Orobie Prealps, and intimately connected to the local evolutionary history. The territory has resilient aspects that have, over time, allowed sustainable development, but today is sunk in a demographic crisis. The production and the aging of cheese remain the main keys to development with rich potential for a strong circular economy.

The interventions and conversations,
taking Val Taleggio as inspiration, will aim at
promoting universal methods for applying the principle of a circular economy.

In line with the multidisciplinary approach
of NAHR, at the end of the workshop,
there will be a section of project charrette entitled “Tu casaro” and a gastronomic exercise with a local cook.

CALENDAR:

Friday, May 31st: Biodiversity of the Pre-Alpine Region: 80 types of grasses in a 70 square kilometer area of pastures.

Saturday, June 1st: From a Linear to a Circular Economy of Cheese: What is in place and what is lacking to fully reach a regenerative economy?

Sunday, June 2nd: The Cultural Component: Transhumance today - a restored cultural treasure.





ERBE e PASCOLI workshop con contributi ed interventi interdisciplinari è dedicato ad ecologi, architetti, geologi, naturalisti, forestali, agronomi, gastronomi e a chiunque operi nella ricerca, o abbia interesse al tema, assieme ai partecipanti al programma Nature, Art and Habitat Residency (NAHR) 2019.

L’appuntamento con la terza edizione del workshop NAHW  quest’anno dedicato al tema “ERBE e PASCOLI: Prospettive per un’economia rigenerativa del formaggio” a partire dalle risorse e dai beni comuni in Val Taleggio (BG). Verranno analizzati aspetti scientifici e ambientali della biodiversità locale e delle risorse rinnovabili, in relazione al design, all’architettura del paesaggio e allo sviluppo del sistema di resilienza ed economia rigenerativa.

Il workshop è un’occasione di confronto per rivedere strategicamente il rapporto uomo - natura, e per proporre possibili soluzioni circolari, base delle discipline di economia rigenerativa, sostenibilità e resilienza, alla luce degli effetti sempre più tangibili del cambiamento climatico e delle forti implicazioni socio-ambientali dell’Antropocene, attuale era geologica.

La Val Taleggio rappresenta un valido esempio di come, nei secoli, la comunione di elementi quali la sua biodiversità (natura) e la sua gente (cultura), siano stati capaci di generare una ricca tradizione di produzione di beni locali (economie di sussistenza, produzione casearia, paesaggio, patrimonio edilizio, etc) nel rispetto del territorio. Il bergamino e’ una figura centrale della tradizione agricola e casearia, che ha lasciato in eredita’ saperi, tecniche e un vero proprio stile di vita nomade, arricchito da una grande ingegnosita’ e creativita’, dettata da necessita’ e spirito di adattamento. Basta citare lo stracchino, formaggio pensato per il consumo domestico prima che commerciale, di forma quadrata poiche’ piu’ pratico da trasportare sul mulo o sul carro, realizzato andando o tornando dall’alpeggio quando la vacca e’ stanca dal viaggo ma che comunque, due volte al giorno va munta e il suo prezioso latte non puo’ essere sprecato per alcun motivo. Ecco allora un formaggio veloce nella realizzazione che, una volta stagionato, regala gli stracchini, ovvero i taleggi, che hanno reso celebre questo territorio e molte sue aziende anche fuori dai confini nazionali.

Nello specifico, le ‘catene produttive’ dei più noti formaggi della valle -Taleggioe Strachitunt - trovano origine proprio nei pascoli d’altura, dove l'erba, sana e vigorosa, è la principale fonte di cibo per le vacche.

La produzione di formaggi locali, ben oltre il consumo locale, si è andata presto ad intrecciare con la sua commercializzazione territoriale, nel tempo a scala nazionale e internazionale, per estendersi all’impiego allargato in una ricca gastronomia dal mercato globale. Infatti, le principali aziende italiane di formaggi partirono dalle famiglie bergamine di Val Taleggio e Valsassina.

L’intero ciclo della produzione casearia, inteso in modo olistico, a partire dagli elementi della biodiversità locale  - suolo, erbe e batteri per la fermentazione, le stesse sorgenti d’acqua, l’aria pura – ha trovato nella Val Taleggio una favorevole combinazione di condizioni naturali, socio-culturali ed economiche. La consolidata pratica della transumanza, ossia lo spostamento stagionale del bestiame dai pascoli d’alta quota estivi ai rifugi invernali in pianura, ha via via comportato la costruzione nel territorio di edifici vernacolari, con i tradizionali tetti in piode - argillite locale – utilizzati da allevatori e vacche come rifugi e luoghi per la lavorazione e la stagionatura del formaggi.

Il workshop prevede, accanto a presentazioni e tavoli di discussione, alcune visite a località dei dintorni: pascoli bassi e in alta quota, dai tratti morfologici ed ecosistemici, quali aree boschive e alpeggi,  peculiari del sistema paesaggistico delle Prealpi Orobie, e intimamente connessi alla storia evolutiva locale. Le uscite sul territorio sono finalizzate alla comprensione di quegli aspetti di resilienza che hanno consentito nel corso del tempo uno sviluppo sostenibile del territorio, oggi affossato da forte crisi demografica, ma dove la produzione e la stagionatura del formaggio rimangono le principali chiavi di sviluppo dalle ricche potenzialità per un’economia circolare forte.

Gli interventi e le conversazioni, considerando la Val Taleggio un variegato luogo d’ispirazione, mireranno a promuovere modalità applicative universali per l’economia circolare e assurgere a modello nei processi ECO-nomici ed ECO-logici.

In linea con l'approccio multidisciplinare di NAHR, a conclusione del workshop, è prevista una sezione di charrette di progetto dal titolo “Tu casaro” ed un esercizio gastronomico con un cuoco locale.







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